Cominciarono
a costruire le prime casette in legno e mattoni rossi nelle vicinanze dei
luoghi di lavoro dando vita ad un sobborgo italiano chiamato “Dago Hill”.
Il sobborgo si estese e progredì fino a diventare uno dei centri
più attivi e fiorenti, un vero e proprio quartiere che gli Italiani
soprannominarono “Fairmount Hill” ed i Cuggionesi “The Hill” ovvero
“La Montagna”.
La maggior parte di questi emigrati non
era sposata, poche erano le donne, ognuna delle quali provvedeva a cucinare,
lavare e stirare per un gruppo di uomini. Ma dal 1900 i pionieri della
Montagna incominciarono a farsi raggiungere dalle loro consorti, quelli
scapoli intrapresero il viaggio verso l’Italia per sposarsi e tornarono
con le mogli; i più giovani presero in moglie le fidanzate dei loro
paesi appositamente emigrate.
Dal 1903 presso il “Circolone” ed il “Circolino”
di St. Louis un gruppo di volonterosi raccolse 5 dollari per ogni Italiano
e si poterono costruire la prima chiesa cattolica, la Chiesa di St. Ambrose,
ed una scuola cattolica per elementari e medie. Attorno ad esse ancora
oggi, grazie all’intraprendenza del Parroco, Don Vincent Bommarito (di
origini siciliane), ruota la vita sociale della Montagna.
I primi “sposalizi” e battesimi in detta
chiesa furono di Cuggionesi. Secondo i dati statistici della Chiesa di
Sant’ Ambrogio, nel 1907 la presenza dei “Lumbard” sulla Montagna
era di circa 2.100 fra immigrati e figli nati a
St. Louis , mentre il gruppo di origine siciliana annoverava oltre 1.000
persone. I gruppi, anche di altre provenienze, sono oggi perfettamente
integrati fra loro.
Nel 1921 la chiesa
fu distrutta da un incendio e nel 1926
fu ricostruita, grazie alle numerose donazioni, non più
in legno, ma in mattoni rossi. Anche le campane furono donate e dedicate
a Sant’Ambrogio, alla Madonna del Carmine (Cuggiono), a Santa Teresa
(Inveruno), a San Nazario (Marcallo con Casone) e a San Vincenzo Ferreri
(Casteltermini). I nomi delle centinaia di benefattori, buona parte dei
quali provenienti o discendenti dagli emigrati dei nostri paesi,
sono incisi su una decina di lapidi all’interno della Chiesa.
Nel
processo di inserimento nel nuovo mondo, gli emigrati hanno conservato
il valore del rispetto per la famiglia ed hanno coltivato i rapporti interpersonali
come in Italia.
La maggior parte delle famiglie della
Montagna vive tuttora in piccole case di legno e mattoni rossi, circondate
da orti ordinati e pieni di fiori, quasi sempre senza recinzione. Il quartiere,
a differenza delle usanze americane, ha tanti ristoranti e piccoli negozi
sparsi un po’ ovunque. Gli idranti lungo le strade sono di color bianco,
rosso e verde ed anche sui pali della luce spiccano i tricolori con la
scritta “The Hill”.
Si respira ovunque il senso della comunità
unita e solidale, un profondo senso civico.
Con la preziosa guida di Mons. Salvatore
Polizzi, sacerdote siciliano già Parroco di St. Ambrose, quando
la costruzione dell’autostrada 44 divise ed alterò le caratteristiche
del quartiere con l’abbattimento di un centinaio di casette, gli abitanti
della Hill ottennero la ricongiunzione della parte più antica della
Montagna con il resto della comunità stessa attraverso un sovrappasso.
Criminalità pressoché nulla,
buoni servizi e costo contenuto della vita caratterizzano ancor oggi la
Hill.
Gli Italiani si riuniscono all’ ”Italian-American
Bocce Club”, dove i simpatizzanti e gli oltre 400 soci di ogni età
giocano a bocce, sorseggiano birra o vino e parlano l’Italiano ed il dialetto,
quello di una volta, da noi quasi scomparso. Il “Bocce Club” dispone di
un’ampia sala per banchetti utilizzata anche dall’ ”Italian Club di St.
Louis”.
Questa organizzazione, fondata nel 1922,
riunisce circa 150 persone di origine italiana che diffondono la lingua
ed il dialetto, la cultura e le tradizioni della loro terra di origine.
Un’altra organizzazione, la “Hill 2000”,
ha contribuito e contribuisce a cementare la comunità, servendola
nei suoi bisogni economici, sociali e culturali ed attraendo i giovani
“bilanciando” la convivenza ai vari livelli di età.
Lo sport é stato ed é molto
praticato ed importante sulla Montagna: i nomi di Yogi Berra
(Cuggiono) e di Joe Garagiola (Inveruno) sono noti a tutti gli appassionati
di baseball.
Sulla Montagna a Yoghi Berra é
stato intitolato un piccolo e grazioso parco, il “Berra Park”.
Anche una piazza della Hill é stata
intitolata a Cuggiono: “Cuggiono Place”.
La nazionale americana di calcio del 1950,
durante i mondiali in Uruguay, sconfisse
l’Inghilterra: di quella squadra ben 5
giocatori, fra cui Gino Pariani e Frank Borghi, provenivano dalla Montagna.
La storia di questo evento memorabile é rivissuta in un recente
film dal titolo “The game of their lives” (“La partita delle
loro vite”), girato sulla Hill.
La passione per il ciclismo é tuttora
molto viva: da oltre un secolo ogni anno, in occasione della festa della
Hill, si svolge un'avvincente corsa sui dossi della Montagna con numerosi
partecipanti provenienti anche dagli altri Stati d’America.
La Hill, dove tutto é ancora autentico
e dove anziani e giovani sono orgogliosi delle origini comuni e ti fanno
sentire come se fossi a Cuggiono, a casa tua, é diventata la meta
d’obbligo per chiunque arrivi a Saint Louis o solo abbia occasione di transitarvi.