Questo stato di cose valeva anche per
il mandamento di Cuggiono e proprio in quel periodo iniziò un esodo
massiccio le cui radici si sono allungate fino ai nostri giorni.
Il flusso degli espatri da Cuggiono registrò
indici di gran lunga superiori non solo a quelli della provincia di Milano,
ma anche alla media nazionale.
L’emigrazione fu dapprima stagionale e
diretta verso i Paesi europei; era costituita da manodopera generica,
soprattutto braccianti, che iniziarono ad accorrere là dove
si aprivano grandi cantieri per opere pubbliche, spesso guidati dal
cuggionese Cav. Ercole Belloli, uno dei più importanti costruttori
di tramvie e ferrovie nel mondo. I Cuggionesi prestarono la loro opera
nella costruzione dei Forti di Bilbao, negli scavi del Canale di Corinto,
nella costruzione della ferrovia Salonicco-Costantinopoli, del tunnel del
Gottardo, nel cantiere di Suez, negli scavi del Canale di Panama e nella
realizzazione della ferrovia del Congo.
Il censimento del 1881 dava per Cuggiono
una popolazione di 6.105 abitanti; quello del 1931 (cinquant’anni dopo)
ne registrava solo 4.475 ! Il numero annuale degli emigranti, di età
compresa fra i 15 ed i 40 anni, raggiunse anche quota 200 ed il totale
fu di almeno 3.000 !
Alcune
compagnie straniere di navigazione, come la Cunard Line, aprirono proprie
agenzie a Cuggiono con impiegati cuggionesi quali Angelo Rossi, Giuseppe
Colombo (Pinél da agensìa), Giacomo Merlo (Giacum
Marlèt) : a queste agenzie si rivolgevano gli emigranti anche
dei paesi vicini per essere assistiti nel disbrigo delle pratiche di espatrio,
per i biglietti relativi ai viaggi in treno fino a Le Havre, Calais o Genova
ed i biglietti per le navi che, con traversate di alcune settimane, li
portavano nel Sud o nel Nord “da a 'Merica”.
Molti partirono per Buenos Aires e si
stabilirono in varie città dell’Argentina e degli Stati confinanti;
la maggior parte dei nostri emigranti raggiunse il Nord America, sbarcando
ad Ellis Island, nella Baia di New York.
In un’attuale pubblicazione americana
si legge: “Ellis Island é la cronistoria di oltre 12 milioni di
immigranti (più di 2,5 dei quali Italiani) che varcarono le sue
porte fra il 1892 ed il 1954. Sono singole storie di privazioni non raccontate,
di paura dell’ignoto e di dolore della separazione. E’ la storia della
fede degli immigranti e della loro coraggiosa costanza nella ricerca della
speranza. Questa é la storia dell’America”!
Herrin, nell’Illinois, fu in pratica “rifondata”
dagli emigrati cuggionesi; Detroit, nel Michigan, e Saint Louis, nel Missouri,
videro un’affluenza massiccia di nostri compaesani. Ovunque approdassero
fondavano associazioni e circoli, costruivano chiese e ritrovi per
aiutarsi, stare insieme ed osservare le proprie tradizioni, parlare italiano
e dialetto, evocare ricordi mai spezzati.